NOV 7 - IL CONSIGLIO PERFETTO - Ricostituito il numero ma i problemi rimangono tutti

NOV  7   -   IL CONSIGLIO PERFETTO - Ricostituito il numero ma i problemi rimangono tutti

Arroganti erano e arroganti sono rimasti

Con il Consiglio Comunale di martedì che ha discusso la mozione di sfiducia verso la Presidente Angela Di Guida la massima assise cittadina torna a ricomporsi nel numero perfetto non tanto perché le ragioni dell’allarme siano state eliminate o perché si siano ricreate le condizioni per un corretto confronto ma perché i Consiglieri di opposizione, visto che a niente era servito l’allarme lanciato, hanno ripreso il loro ruolo in Consiglio se non altro per limitare i danni La risposta del Prefetto sollecitato a intervenire per ripristinare la normale gestione del Consiglio, ancora allo stadio di richiesta di chiarimenti, rischiava di andare tanto per le lunghe da lasciare incancrenire una situazione già molto pericolosa

L’assoluta mancanza di qualunque tentativo di ricostituzione di un corretto rapporto da parte della Presidente, del Sindaco e dell’intera maggioranza confermava oltre ogni ragionevole dubbio il dato inquietante, già emerso in infinite circostanze, di una assoluta assenza di interesse e di rispetto per i valori della democrazia, l’immediato adeguarsi di tutta la maggioranza a una circostanza che doveva essere straordinaria e che invece è stata trasformata in una insperata opportunità per farsi meglio i fatti loro, tutti questi elementi hanno convinto i consiglieri di opposizione che l’idea di lavare ‘a capa ‘ro ciuccio ancora una volta portava a perdere il tempo, l’acqua e il sapone e hanno deciso di riprendere il ruolo di difensori della democrazia laddove la democrazia era stata vilipesa nel più barbaro dei modi

 

La mozione necessaria

Perché emergessero in maniera chiara le responsabilità di un Presidente che aveva asservito il ruolo super partes agli interessi della sua parte politica, commesso errori e abusi gravissimi e confermata faziosità, arroganza e totale insensibilità democratica nell’aver presieduto per due mesi un Consiglio Comunale dimezzato senza muovere nessun tentativo di recupero, i Consiglieri di opposizione hanno proposto una mozione di sfiducia sia perché al punto in cui si era cristallizzata la situazione consideravano le dimissioni del presidente il passaggio obbligato per sanare il vulnus inferto al civico consesso sia perché ritenevano a buona ragione che nel dibattito sarebbero emersi gli sconquassi prodotti al sistema democratico della gestione della cosa pubblica dall’atteggiamento arrogante e spudorato di una amministrazione e una maggioranza che riducendo ogni valore al mero confronto muscolare hanno la supponenza di poter fare impunemente pezze da scarpe delle regole e dei principi dell’etica politica

 

Il dibattito scontato

Era ampiamente previsto e prevedibile che, arroccati nella strenua difesa della poltrona alla quale ognuno è indissolubilmente attaccato, i consiglieri di maggioranza si sarebbero chiusi a riccio a difesa non tanto della persona del Presidente e del suo operato più o meno dignitoso ma a tutela di quegli equilibri che erano stati faticosamente raggiunti in occasione del voto sul bilancio e immancabilmente il coro è stato unanime (dopo la scena madre della ragazza-presidente che magistralmente ha interpretato il ruolo della vittima innocente) e tutti gli intervenuti hanno recitato il mantra delle provocazioni di Bertini, della giovane età alla quale va concessa la possibilità di incorrere in errori e, soprattutto, del fatto che in fin dei conti quello che era successo a loro pareva non avesse tutta questa importanza

Novità assoluta da registrare è il fatto che per la prima volta hanno preso la parola gli abituali sordomuti della maggioranza ai quali la regia paesana del paesanissimo Liccardo aveva suggerito di dare l’impressione di una compattezza corale e ai quali era stato preparato il discorsino, mentre, stranamente, non ha preso la parola il consigliere Marra che, o si parli di cetrioli o si parli dei grandi principi della finanza pubblica, ha sempre un po’ di sapienza da distribuire mentre ha fatto un mero discorso di circostanza il consigliere Sansone che normalmente fa da spalla a Marra. Naturale dedurre che i rancori e gli scazzi emersi in occasione del voto sul bilancio e artificiosamente ricomposti per evitare lo scioglimento sono tutt’altro che sopiti

Di tutt’altro tenore ovviamente gli interventi dei Consiglieri di opposizione i quali, sostanzialmente, hanno chiarito che non erano i singoli errori e i singoli abusi commessi dal Presidente la vera ragione del contendere e della loro viva preoccupazione ma l’atteggiamento pervicacemente arrogante della amministrazione e della maggioranza che hanno spregiudicatamente elevato a sistema di governo il fatto che la forza bruta dei voti sia una ragione più che sufficiente per permettersi di fare tutto quello che per loro è utile fare fregandosene delle leggi e dei principi etici e morali

 

La paranoia del Sindaco

Uscendo completamente dal seminato il Sindaco Liccardo ha mostrato i limiti di un’insofferenza che non riesce più a contenere e, dopo aver definito “parva materia” (cosa di poco conto) il fatto che un consigliere comunale venga allontanato dall’aula senza nessun giustificato motivo, in assoluto dispregio delle norme del Regolamento e chiedendo l’intervento della forza pubblica, si lascia andare in maniera del tutto inopinata alla ormai abusata sequela di improperi verso il vituperato Bertini raccontando tutte le sue collusioni con la camorra (“hai governato 13 anni e non ti hanno sparato una sola volta”) e ripetendo l’elenco di tutti i favori da lui fatti alla malavita organizzata a partire da Palazzo Merolla per concludere con il PIP omettendo solo di citare il bacio in bocca a Totò Riina. Tutte cose che con la mozione di sfiducia c’entravano come il cavolo a merenda ma dimostrano abbastanza chiaramente quanto pesino sul suo equilibrio mentale le tante e tanto volte citate parentele inquietanti che coinvolgono lui in prima persona e non pochi membri della giunta che si è scelto

 

Il voto scontato

Che la maggioranza votasse compatta per confermare il sistema salvando la Presidente era cosa ampiamente scontata, un po’ meno scontato era per molti il fatto che tutti i consiglieri di opposizione avrebbero votato compatti confermando la ritrovata unità nella difesa dei valori della democrazia, nella tutela degli interessi della città e nella convinzione, mai esplicita come adesso, che questa amministrazione costituisce per Marano una autentica disgrazia non tanto e non solo per le cose che dovrebbe fare e non fa, per quelle che non dovrebbe fare e che invece fa, ma soprattutto perché perpetua un sistema che è stato per anni la condanna della città, quello che chi ha la forza (in questo caso quella dei numeri) non deve preoccuparsi di chi ha ragione e può fare quello che gli pare.