Apr 14 - TUTTA UN’ALTRA STORIA… - I tredici anni che avevano cambiato Marano
Premessa
La storia di Marano non è solo storia di malavita, ma anche storia di vita, storia di un riscatto avviato, storia di una città che ha avuto l’occasione di mettere in campo potenzialità insospettate, è riuscita a recuperare ritardi abissali, a portarsi all’altezza dei tempi e proiettarsi verso un futuro di eccellenza E’ storia vera, trascorsa in un quotidiano che, nel suo scorrere normale, non ha consentito a chi l’ha vissuta di percepirne la portata ma che prende forma e si delinea in tutta la sua concretezza se si ripercorre a distanza di tempo e, partendo da quello che eravamo, si riscopre quello che eravamo stati capaci di diventare e si riesce anche a capire quello che abbiamo perduto da quando questo percorso si è interrotto con il ritorno a quella “paesanità” che è la madre di tutti i mali (clicca qui se vuoi saperne di più sul termine “paesanità”) Continuiamo a raccontare la storia di quell’ altra Marano riproponendo in varie puntate il resoconto alla città fatto alla fine dei tredici anni di amministrazione Bertini e consegnato a tutte le famiglie in un libretto denso di cose
Due importanti precisazioni: la storia fotografa lo stato dei fatti a marzo 2006 e ovviamente non tiene in conto il fatto che dopo sono passati Perrotta, Cavallo e qualche commissario
Per facilitare la lettura in termini storici, ogni puntata è divisa in due parti, una intitolata “Come era” che viene scritta in corsivo, l’altra che si intitola “Come è oggi” e racconta come stavano le cose a marzo 2006
I TRIBUTI E LE ENTRATE PATRIMONIALI
COME ERA…
Uno dei comparti più massacrati fra quanti ne abbiamo ereditati è stato quello dei tributi. Sembra che lo sport più praticato dai politici di un tempo fosse quello di favorire gli amici escludendoli dal pagamento dei tributi e dal pagamento dell’acqua: abbiamo trovato di tutto, da liste di contribuenti pronte ma gelosamente custodite in un cassetto e migliaia di verbali di pignoramenti inesigibili scritti tutti con la stessa penna e la stessa grafia e tutti con la stessa motivazione. Le famiglie iscritte all’anagrafe nel 93 era oltre 18.000 mentre quelle iscritte nei ruoli per i rifiuti solidi urbani erano poco più di 9.000 e circa 4.000 erano le ditte; per l’acqua nel 93 trovammo liste di utenti (nessuno fornito di contratto) per un totale di 6.500 fra famiglie e ditte. Le ferree leggi del dissesto finanziario imponevano l’applicazione delle aliquote e delle tariffe più alte mentre il basso numero di utenti e contribuenti scaricava su pochissimi tutti i costi. Non c’era un vero e proprio ufficio e gli incaricati dell’epoca non brillavano per efficienza e correttezza.
COME E’…
Oggi c’è un Settore Tributi con tre uffici specifici per l’ICI, per la TARSU e per l’Acquedotto.
1. TARSU.
La platea contributiva oggi è formata da 22.448 fra famiglie e ditte e si sta lavorando per l’accertamento di evasori che ancora certamente ci sono.
A un incremento così consistente della platea contributiva, che avrebbe dovuto consentire un forte ribasso della tariffa (che comunque è scesa nei confronti del 93), ha fatto da pendant un vertiginoso aumento dei costi dei servizi; solo dal 96 a oggi siamo passati da un costo complessivo di 2,6 milioni di euro ai 4,8 milioni. L’aumento è avvenuto su tutti i fronti
- Il solo sversamento dei rifiuti vede triplicati i costi oltre l’aggiunta di orpelli e sovrattasse per compensare i Comuni sede di discarica, la Provincia e il Commissariato.
- Il costo del sevizio in quanto tale (rimozione, trasporto dei rifiuti e spazzamento) è passato dai 4 miliardi di lire del 95 agli 8 miliardi di oggi. L’incremento della platea ci ha consentito di restare nel ragionevole e le condizioni di bilancio ci permettono di applicare forti riduzioni alle famiglie in difficoltà. E’ previsto che dagli accertamenti in corso si ricavino gettiti aggiuntivi per circa 400.000 euro che andranno in detrazione sulla tariffa così come sono state rimborsate somme significative negli anni 2000 e 2001. Il gettito spontaneo, cioè il pagamento a presentazione della cartella, ha superato il 50% e per i ritardatari sono partiti gli avvisi di mora e gli atti coattivi. Il Concessionario per la riscossione, per precise disposizioni ministeriali, ha avviato delle brutali procedure coattive che vanno dal fermo amministrativo alla iscrizione ipotecaria sugli immobili, al pignoramento del quinto degli stipendi e perfino al pignoramento del quinto per le pensioni sociali: di fronte a questa aggressione che sta facendo morti e feriti, per evitare il ricorso allo strozzinaggio e per tentare di dare un po’ di respiro alle famiglie già impossibilitate ad arrivare a fine mese il Comune ha deliberato dei sistemi di dilazione che possono arrivare fino ai 6° mesi.
2. L’Acquedotto.
Il problema più grosso, nel caos pressoché totale che vedeva tutti allacciati e nessuno contrattato, era, e in parte è ancora, quello di censire tutti gli utenti, mettere tutti sotto contratto e procedere in maniera organica e razionale alla lettura dei consumi per poter imputare a ognuno quanto da ognuno consumato. La platea degli utenti composta con la lista di carico del 91 vedeva iscritte 6500 ditte fra famiglie e esercizi diversi e, per quanto incidessero le utenze condominiali, risultava evidente che, anche in base ai consumi pagati agli enti erogatori, i numeri erano molto lontani dalla realtà. L’incarico affidato alla ditta Mirella, selezionata con un bando nazionale, ha prodotto risultati deludenti non superando le 10.500 utenze. Attualmente è in corso un nuovo censimento e, a meno della metà del percorso, fra le utenze singole e quelle condominiali abbiamo superato le 134.000 unità. Un ottimo impulso hanno avuto le contrattualizzazioni che stanno procedendo a buon ritmo verso il 70% degli utenti. Il pagamento spontaneo, e questo è un importante segnale di duna tendenza che cambia, per adesso si attesta al 55% e per il restante 45% sono partiti gli avvisi di mora e le procedure coattive. Sembra che l’idea di pagare l’acqua stia diventando una convinzione diffusa e d’altra parte tutti sanno che se uno va al supermercato a comprare l’acqua la paga fino a 30 centesimi al litro mentre un litro d’acqua prelevato dal rubinetto di casa, altrettanto buona e potabile, costa 0,015 centesimi.
3. ICI
L’Ufficio Tributi nasce nel 1997 e all’interno di questo si struttura l’Ufficio ICI che da subito mette mano a uno speciale progetto intero teso all’accertamento delle evasioni totali o parziali. I benefici si leggono dal confronto fra l’anno 1993 e il 2004; nel 93 i contribuenti erano 12.635, l’aliquota era fissata dalla legge sul dissesto allo 0,7% e la detrazioni per la prima casa era di 78 euro; il gettito spontaneo nel 93 fu pari a 2.9 miliardi di lire; nel 2004 i contribuenti sono 22.729, l’aliquota è scesa allo 0,5% (negli anni 2000-2002 era stata dello 0,4%) e la detrazione per la prima casa è pari a 156 euro e il gettito supera i 4 milioni di euro. Grazie alle condizioni finanziarie complessivamente buone l’Amministrazione propone al Consiglio Comunale tutta una serie di agevolazioni che verranno poi ridotte per i tagli apportati alla finanza locale dalle leggi statali. L’evasione accertata dal 1999 al 2004 è risultata pari a 20,5 milioni di euro; gli accertamenti del 2005 pare abbiano scovato altri 2,5 milioni di euro.
Nonostante i tagli della legge finanziaria e la volontà assoluta di non ridurre nemmeno di 1 euro le risorse per il sociale non è stata mai applicata a Marano l’addizionale IRPEF